BOQALA. Opera in tre tempi

Dal 21 marzo al 21 giugno 2015 si è svolto presso la Casa della Donna di Pisa ATELIER BOQALA. Ritmi Visioni Narrazioni, un percorso femminile di espressione di sé. Le partecipanti hanno avuto la possibilità di dare vita, forma e voce al loro lato creativo in diversi modi, dalla scrittura alle arti visive, dall’espressione corporea all’improvvisazione musicale.

Un progetto ideato dall’associazione culturale Multiversum Arte e dalla compagnia di danza Aradia che per i suoi contenuti e le sue finalità è apparso da subito in contiguità e continuità con alcune delle attività della Casa della Donna di Pisa, luogo ideale per lo svolgimento dell’intero percorso.


L’atelier, in arteterapia, è un luogo appositamente predisposto in cui diventa possibile esplorare la propria creatività in modo libero e sicuro, attraverso la relazione con i materiali artistici e con l’aiuto dell’arteterapeuta.

BOQALA

La boqala è un rito di divinazione e poesia praticato dalle donne algerine in incontri notturni, in cui la padrona di casa offre un tè o un caffè alle sue ospiti e insieme porge loro una brocca (boqala), in cui le donne lasciano andare un proprio gioiello, e recita una poesia improvvisata (boqala), che parlerà al cuore di ognuna di loro in modo differente.

Il rito presenta mille variazioni, ma resta sostanzialmente urbano e, soprattutto, femminile: per il tempo di quell’incontro le donne algerine possono liberarsi dai condizionamenti ed affidarsi alla poesia e alla propria visione della realtà.

Il progetto unisce queste dimensioni solo apparentemente distanti e invita le donne a regalarsi lo spazio, il tempo e l’incoraggiamento necessari per creare.

La capacità creativa è un bene prezioso ma spesso la società, la famiglia, le difficoltà economiche e relazionali creano nelle donne quella serie di complessi che finiscono per spegnere ogni entusiasmo per l’atto creativo, banalizzandone le forme e i contenuti: le idee finiscono per apparire poco degne, o addirittura ridicole, sicuramente meno importanti delle altre cose che ‘si devono’ fare.

Questo percorso, che non ha la pretesa di essere curativo, può aiutare a superare per una volta, insieme, quei blocchi che impediscono di lavorare a qualcosa di bello, e non solo ‘utile’ o ‘appropriato’: è soprattutto un modo per incontrarsi, confrontarsi e creare, dando voce, con leggerezza, alle proprie esigenze e capacità.

Atelier Ritmi, a cura di Maria Broccardi (musicoterapeuta), Aradia (Compagnia di danza orientale e fusion) e Fiorenza Caetani (danzatrice e percussionista): percorso di espressione corporea che ha coinvolto la voce, il corpo e il ritmo delle percussioni.

Atelier Visioni, a cura di Sylviane Zurly e Annamaria del Curatolo (arteterapeute): percorso focalizzato sui simboli di contenitore e oggetto contenuto.

Durante ogni incontro le partecipanti sono state guidate ad esplorare le loro potenzialità creative ed espressive come strumento di ascolto di sé, di comunicazione con l’altro e di consapevolezza.

Atelier Narrazioni, a cura di Giulia Solano (attrice e insegnante di teatro) e Martina Evangelista (formatrice e consulente di scrittura creativa): ha proposto un percorso sulle struggenti lettere d’amore delle Eroidi di Ovidio, con lo spirito di riconnettersi al coro dell’universo femminile, tramite la parola letta ad alta voce e l’intreccio di trame personali tessute attraverso la scrittura.

La semplice installazione BOQALA. Opera in tre tempi è il mio contributo ad Atelier Boqala: immedesimandomi nella padrona di casa del rito mediterraneo della Boqala, che offre tè e vaticina sul destino delle sue ospiti, ho dialogato silenziosamente con le donne che hanno partecipato a questo percorso e, ispirata da loro, ho preparato la nostra versione del rito.

Questi i tre tempi del mio lavoro.

Raccolta

Prima del rito la donna raccoglie l’acqua per riempire la boqala da sette sorgenti o sette fontane: io ho scelto sette fonti significative per me in vari momenti della mia vita e per motivi differenti.
L’acqua della terra dove sono nata, quella del luogo in cui ho commesso un grave errore, quella del mare che ho condiviso con il mio più grande amore; la casa dove ho aperto gli occhi sul mio dolore. Una fontana chiusa per paura, l’acqua di un momento interamente mio e l’acqua della Casa dove siamo ora.
Per ogni fonte ho scritto una piccola poesia e ho provato a rappresentarla per immagini.

Riempimento

Nel rito la boqala piena d’acqua viene fatta girare: ogni donna vi lascia andare un gioiello che le appartiene.
Io ho preparato degli oggetti che potessero rappresentarmi, i miei gioielli: il tempo, l’energia, un legame d’amore, le forbici e un bullone per creare, ago e filo per (ri)cucire, una chiave per scegliere quali porte aprire.
Un sasso.

Condivisione

Il momento del rito, tempo di condivisione.
Come la padrona di casa, metto la boqala al centro: tutt@ abbiamo una domanda nel cuore.
Sussurriamola nella nostra mente e lasciamola andare nella boqala insieme al nostro sasso.
Guardiamo, ascoltiamo, leggiamo: questa sera la danza e i suoni, le immagini e le parole delle donne di ogni tempo e di ogni dove, ci daranno una risposta.
Portiamola con noi.

Vuoi conoscere più informazioni sui miei lavori? Scrivimi a stefania@vitacreattiva.it oppure visita la pagina Contatti.

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