RELOAD. Esistenza / Resistenza / Resilienza

RELOAD nasce dalla necessità di guardare indietro per ripartire: ricaricare, appunto.

Dal punto di vista artistico

E’ una sintesi dei temi che ho affrontato in questi anni con i miei lavori: l’identità, il diritto di diventare ciò che si è, l’empatia, l’importanza del fermarsi a riflettere su ciò che ci circonda, prendersi del tempo per guardarsi dentro e avere fiducia in quello che vediamo.

Dal punto di vista concettuale

E’ una riflessione sulle difficoltà – economiche, lavorative, relazionali – delle condizioni di vita nella società contemporanea e sul bisogno/desiderio di non soccombere, ma trovare spinte creative che conducano a mettere in atto strategie di crescita, resistenza e resilienza.

La resilienza

Il termine resilienza proviene dalla metallurgia: indica la capacità di un metallo di resistere alle forze che vi vengono applicate. Per un metallo la resilienza rappresenta il contrario della fragilità.

Etimologicamente resilienza viene fatta derivare dal latino “resalio“, iterativo di “salio” il cui significato originario riguarda il gesto di risalire sull’imbarcazione capovolta dalla forza del mare. Una facoltà innata che dal punto di vista psicologico diventa fondamentale in tempi ingiusti e precari come quelli che stiamo vivendo.

Proprio la resilienza, la capacità di andare avanti senza arrendersi, ma prendendosi delle pause per fare il punto della situazione, è il fulcro di questo percorso personale e politico insieme, che parte dalla consapevolezza di sé, passa per il diritto di avere diritti e finisce nella necessità di potersi adattare alle circostanze più dure e ai problemi improvvisi.


Quella che idealmente propongo è una riflessione su esistenza/resistenza/resilienza che nel mio intimo riassumo in tre imperativi categorici: garantirsi la sopravvivenza, essere partigian@, essere zen.

RESPIRA

“Respirare corrisponde a prendersi cura della propria vita”

Luce Irigaray

Diversi anni fa scrissi un racconto, intitolato ‘Il piano di fuga’, in cui immaginavo un mondo dove non ci fosse più ossigeno, trasformato in una gigantesca camera iperbarica, in cui un gruppo di dissidenti aveva accesso a scorte segrete di ossigeno puro, conservato in forma solida e assumibile solo sniffandolo.

Con Respira ho voluto realizzare questa fantasia letteraria, accompagnandola a un video in cui viene simulato il movimento del diaframma, prima durante la respirazione normale, poi in stato di agitazione.

La mancanza di ossigeno che rappresentavo nel racconto voleva essere una sorta di denuncia ambientalista, quella che rappresento qui è più una mancanza di ossigeno in senso psicologico: quella sensazione di soffocamento che a volte proviamo quando tutto intorno sembra non avere sbocchi o ancor peggio crollare.

Invito quindi a un uso consapevole dell’ossigeno a nostra disposizione: in sottofondo un respiro digitale, innaturale, per contrasto vuole ricordare che c’è un modo giusto, naturale e sano, di respirare.

Il respiro, oltre a essere indispensabile alla sopravvivenza, è inteso in molte filosofie e pratiche mistiche come primo e principale contatto con noi stessi, col nostro sé più vero.

Rendersene conto, controllarlo, non lasciare che si blocchi o vada troppo veloce é il modo più efficace di rimanere presenti a sé, una potente arma a nostra disposizione per non perdere lucidità, non sprecare energie e non soccombere a sensazioni tossiche

RESISTI

“(…) vogliamo un approccio che sia rispettoso delle lotte di ognuno per la crescita personale, che tratti ogni persona come fine, capace di agire e degna di rispetto a pieno titolo”

Martha Nussbaum

In Resisti ho rielaborato due miei lavori: PERSONA PERSONAE e PROVA A IMMAGINARE.

PERSONA PERSONAE

Modulazioni di frequenza tra divenire e dover essere (Seravezza, 2011), un’installazione sonora che provava a mettere le persone in contatto con se stesse (attraverso l’ascolto di suoni che sintetizzavano pensieri, emozioni, azioni) e con il mondo esterno (attraverso una scelta di immagini e parole).

PROVA A IMMAGINARE

Esperimento di empatia no border (Pisa, 2012): un esercizio di disindividuazione che invitava ad avvicinarsi, liberi dal proprio carico di giudizi e pregiudizi, e conoscere vite di migranti, provando a mettersi, per una volta, nei loro panni.


Le vite con cui chiedo di entrare in relazione oggi sono normali, quasi banali nella loro precarietà di giovane donna italiana e giovane uomo immigrato, ma di sicuro banale non è la loro tenace resistenza per rimanere in equilibrio in una società che fa di tutto per mortificare, scoraggiare, togliere dignità a chi cerca solo di trovare un posto in cui essere ed esprimere se stess@.

I suoni, e il manichino che li contiene, rappresentano un’interiorità che resta integra, nonostante gli sradicamenti e i ribaltamenti quotidiani.

RELAX

“Chi vince gli altri è forte ma chi vince se stesso è potente”

Laozi

Il piccolo giardino zen di Relax è un giocoso omaggio a una delle pratiche di riflessione più antiche e suggestive: lavorare la sabbia attraverso la creazione di forme sempre differenti è un modo molto efficace per imparare a conoscere se stessi, per fermarsi a meditare e riuscire a cambiare prospettiva quando la situazione lo richiede.

Su uno dei sassi ho scritto EST MODUS IN REBUS (Orazio, Satire, 1,1, 106): letteralmente significa che ogni cosa ha la propria misura.

Questa massima mi tornò alla mente una sera di qualche anno fa dopo una giornata di lavoro in teatro: il lavoro tecnico di preparazione a uno spettacolo comporta sempre qualche ostacolo e imprevisto, ma si ha la certezza che c’è un modo per risolverlo, e che tutto sarà pronto per la prima.

Ė questa secondo me la vera magia del teatro.

Da quel momento EST MODUS IN REBUS per me ha significato ‘c’è un modo per fare tutte le cose’ e questa mia non filologica interpretazione, quando la situazione si complica, mi tranquillizza ancora

Spero che i pochi minuti passati a comporre il proprio giardino zen e la riflessione su uno slittamento semantico che diventa mantra positivo, possano donare un po’ di pace interiore e di fiducia in se stess@.

Ti è piaciuta la mia creazione “RELOAD”? Dimmi cosa ne pensi nei commenti.

Vuoi conoscere più informazioni sui miei lavori? Scrivimi a stefania@vitacreattiva.it oppure visita la pagina Contatti.

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