DONNE RESISTENTI. Greetings from Kobane

Il progetto “Donne resistenti Greetings from Kobane” nasce per celebrare la bellezza dei volti delle partigiane curde e si propone di farne un simbolo di resistenza femminile universale, che possa dare forza alle donne di tutto il mondo.

La vittoriosa resistenza delle donne curde combattenti a Kobane, nella regione del Rojava in Siria, ha incuriosito l’opinione pubblica e l’informazione occidentale, soprattutto negli ultimi mesi della lotta contro l’IS.

Per non ridurre questa nobile resistenza, che dura già da diversi anni, a un fenomeno folkloristico bisogna mettere da parte il sensazionalismo e spostare l’attenzione sulle motivazioni che hanno spinto queste donne a prendere in mano il loro destino e quello della loro terra.

La lotta delle combattenti dell’YPG (Unità di difesa del Popolo) e dell’YPJ (Forze di Difesa delle Donne) rientra in un insieme di lotte portate avanti dal popolo curdo e dal PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan), ispirate a un’idea di società alternativa, basata su giustizia, parità di genere, ecologia e democrazia dal basso oltre gli stati-nazione, l’economia capitalista, il patriarcato e il militarismo.

La donne curde hanno quindi il coraggio di sfidare lo status quo, non solo in Medio Oriente, ma nel mondo intero. Combattono sì contro l’estremismo islamico, ma combattono ancora di più contro i matrimoni di bambine, i matrimoni forzati, i delitti d’onore, la violenza domestica e la cultura dello stupro: tutti aspetti di una questione di genere più che mai attuale.

Ed è proprio in queste finalità che a mio avviso è evidente l’esempio che possiamo trarre dal coraggio di queste partigiane: abbiamo la fortuna di non dover imbracciare il fucile per difendere le nostre case, ma abbiamo comunque la possibilità di autodeterminarci e lottare per noi stesse.

Molto spesso si danno per scontati diritti che abbiamo ereditato e che sono stati conquistati negli anni attraverso non facili lotte, spesso abbastanza recenti, ma non si dovrebbe dimenticare che i diritti non sono acquisizioni perenni e che sta a noi conoscerli e difenderli, attraverso differenti pratiche di cittadinanza.

Come per le donne curde, per ognuna di noi il fronte è doppio: personale, una quotidiana resistenza ai condizionamenti culturali e psicologici che abbiamo intorno da quando siamo bambine, e politico, perché è importante capire che non siamo sole, che le nostre scelte private hanno la forza di cambiare un sistema che apparentemente ci concede pari opportunità, ma che nella sostanza ci relega ancora a ruoli prestabiliti.


L’installazione partecipativa DONNE RESISTENTI. Greetings from Kobane trae ispirazione dalla bellezza estetica delle immagini di Kobane, facendo riflettere sulla valenza politica di quelle immagini e di ciò che esse rappresentano a un livello più intimo: la lotta della donna contro le gabbie che la società le costruisce intorno

Con una foto del tipo face-in-hole, invito le persone a mettersi dalla parte delle donne curde e di tutte le donne che resistono e lottano in ogni parte del mondo.

Fammi sapere cosa pensi di questo progetti nei commenti! grazie 😉

Vuoi conoscere più informazioni sui miei lavori? Scrivimi a stefania@vitacreattiva.it oppure visita la pagina Contatti.

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