Facci caso!

All’inizio del primo capitolo di Progettare la luce Neil Fraser propone un interessante esercizio per abituarsi ad ‘osservare la luce’. Lo trascrivo qui, così puoi provare anche tu.

  1. trova un luogo con una forte sorgente di luce, come la luce diretta del sole in un giardino, quella proveniente da una finestra, o una lampada da tavolo in una stanza altrimenti buia
  2. fermati in quel posto e osserva tutti gli oggetti davanti a te
  3. pensa alle parole per descrivere il modo in cui la luce sta illuminando quello che vedi
  4. può esserti d’aiuto prendere nota delle tue impressioni e scattare una foto

Credo che oltre ad essere un esercizio adatto a chi muove i primi passi nel lighting desing questo sia anche un buon suggerimento per tenere a mente tutti quei momenti in cui un luogo, un profumo, un’atmosfera ci danno una sensazione di benessere.

Ti è mai capitato? A me di solito capita mentre passeggio in mezzo al verde in piena natura. Non posso negare che meraviglia e senso di pienezza mi capitano anche in casa o per strada tra il rumore di auto e lavori in corso.

In quei momenti mi piace fermarmi un attimo e fare un respiro più profondo, godermi il momento.

Savoring, assaporare … Facci caso!

Provare ad osservare e apprezzare una bella esperienza mentre sta accadendo. Prendersi del tempo per capire perché ci rende felici. Viversi il qui e ora e provare gratitudine.

Facci caso, insomma ( qualcuno lo ha scritto prima e meglio di me!).

La lingua giapponese ha una parola che vuol dire proprio questo: hanami significa ‘godere della fioritura passeggera dei ciliegi’, cioè di un breve momento di pura meraviglia.

Lo so che spesso la nostra routine fatta di impegni, scadenze, preoccupazioni lascia poco spazio per momenti di contemplazione, figuriamoci poi se improvvisamente ci troviamo nel mezzo di qualche evento imprevisto che sconvolge la nostra vita (una pandemia, ad esempio!). Come li troviamo il tempo e la voglia di notare momenti di felicità, ammesso che ce ne siano?

Da circa un anno, dopo il prezioso consiglio della mia arteterapeuta, trascrivo su un piccolo quaderno fotografie mentali di momenti di benessere: mi è utile, dopo un respiro profondo, richiamarle (una per volta) alla mente quando mi trovo in una situazione stressante o mi accorgo di non riuscire ad essere davvero presente.

foto diario con frase

In alternativa (o in contemporanea, come nel mio caso) questo diario può essere anche visivo: traduciamo la sensazione in un’immagine realistica o astratta e costruiamo così il nostro archivio personale di attimi positivi che, una volta interiorizzati, diventano una risorsa a nostra disposizione.

modo diario visivo

Consiglio quasi sempre alle persone che iniziano un percorso di arteterapia con me di tenere un diario visivo, per lasciare traccia delle proprie sensazioni e, quando queste risultino funzionali, poterle utilizzare come immagini in cui rifugiarsi.

Quali sono le tue immagini-rifugio? Ti va di condividerle nei commenti?

Se invece preferisci parlarne in privato o vuoi provare a crearne di nuove, puoi scrivermi a stefania@vitacreattiva.it: troveremo insieme il percorso più adatto a te!

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