verde zen / NO ASSE

Un paio di anni fa scrissi un testo sul colore verde, una sorta di mini autobiografia raccontata attraverso varie sfumature di quello che è uno dei colori che preferisco.

Insieme al testo buttai giù anche un progetto laboratoriale da realizzare in natura e me lo immaginai al Museo Popolare della Pineta : “UN’AZIONE DI DISOBBEDIENZA CIVILE E CREATIVITÀ ILLEGALE COLLETTIVA IN APPOGGIO AL COORDINAMENTO NO ASSE DI VIAREGGIO”.

Oggi il Museo è intitolato al mitico Giak Verdun e per me è arrivato il momento di sperimentare quell’idea che, come è giusto che sia, nel tempo si è un po’ modificata.
Così, grazie al Collettivo Superazione e all’officina di arte fotografica e contemporanea Dada Boom ho creato in Pineta il mio verde zen.

I motivi per cui ho deciso di portare verde zen/NO ASSE al Museo Popolare Giak Verdun sono diversi.
Hanno a che fare con la lotta per dire NO all’ASSE che sventrerebbe parte della Pineta di Viareggio. Con la voglia di salutare il passaggio alla stagione autunnale che fa ‘del morire un’epopea di colori’ (cit.), con il desiderio di celebrare lo spirito di Giak Verdun apparsomi in sogno qualche tempo fa.

L’idea di creare una piccola galassia di satelliti/mandala/pianeti che parlasse del proprio rapporto con ‘il verde’ è stata resa reale grazie alla partecipazione delle /dei compagn@ del Collettivo superAzione e dell’Officina di arte fotografica e contemporanea Dada Boom.

Ho messo a disposizione del materiale per dare la possibilità a chiunque volesse di creare la propria immagine, rigorosamente naturale ed effimera.

Lo scopo?

Lasciare un segno visibile e collettivo nel Museo, un’opera che attraverso cerchi di forme e colori potesse raccontare frammenti di molte esperienze.

E cosa c’entra lo zen?

Volevo che il processo creativo fosse vissuto un po’ come una meditazione. Nello spirito dell’antica pratica del giardino zen ‘un luogo in cui si ritrova il proprio benessere circondati da elementi naturali essenziali’.

Come è andata?

È stato un pomeriggio ricco, all’incrocio tra land art, guerrilla gardening e storie mandaliche.

Le persone si sono messe in gioco creando ognuna il suo segno e collegandolo a quello delle altre, generando momenti di forte condivisione silenziosa.

Sono molto grata a loro, alla pioggia che non è caduta e al sole che ha fatto capolino per un lungo attimo, al bellissimo Museo, all’artivismo e al maestro GiakVerdun/verdegiac che mi ha insegnato tanto sempre.

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Se l’arteterapia è un argomento che ti incuriosisce puoi trovare degli spunti nel mio blog. Per qualsiasi domanda o chiarimento scrivimi a stefania@vitacreattiva.it oppure visita la pagina Contatti.

(Foto di Laura Serafin)

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