“Bisogna provarci!”: verde zen e ikigai

Un venerdì alla fine di giugno 2018 passai la giornata così: ore 8.30 psicoterapia, ore 10-12 tirocinio di arteterapia presso un centro diurno a Uliveto Terme, ore 18-24 performance al Teatro Rossi Aperto di Pisa.

Alla fine, piacevolmente stanca ma ancora piena di energia (sì, è possibile!), andai a scambiare due parole con Giacomo Verde e gli chiesi: “come si fa a vivere sempre così?” e lui “bisogna provarci!”.

Ma chi è Giacomo Verde? un videoartivista, “tra i pionieri nel campo della sperimentazione con le arti elettroniche in Italia. Opera in un territorio di confine, all’incrocio tra diversi linguaggi e generi. Con coerenza, ironia e un’attitudine hacker, da tempo persegue una ricerca est’etica e tecnologica mai disgiunta dall’impegno sociale e politico.”

Giacomo è stato una presenza costante nella mia formazione: in teatro, tra installazioni, laboratori e workshops; in campo artistico, non senza confronti/scontri, prima con il progetto Atypo, poi con il collettivo SuperAzione. E anche in libreria, quando invitammo il suo grande amico Antonio Caronia e a cena parlammo di tutto, dalla spedizione notturna di Diomede e Odisseo nell’Iliade all’11 settembre.

L’ultima cosa fatta con lui: la tecnica per una replica del suo spettacolo L’albero della felicità, in cui porta in scena dei video-ologrammi e, nel suo spirito di condivisione delle informazioni, svela subito il ‘trucco’ ai bambini, così che non passino il tempo a chiedersi ‘come fa?’, ma si godano la fiaba e il suo talento nel narrare, perché si capisca che lui è soprattutto un cantastorie.

Purtroppo il 2 maggio di questo assurdo 2020 Giac ha lasciato la terra, per raggiungere il cosmo a ‘mescolare i suoi atomi con quelli di stelle e pianeti’.

Circa un mese fa mi è venuto a trovare in sogno: come nella mia performance SAKINA, ci passavamo qualcosa tra le mani e lui teneva le mie nelle sue per un attimo appena più lungo, ne veniva fuori una luce fioca ma intensissima.

Ho deciso così di realizzare una perfomance/laboratorio ideata tempo fa: verde zen/NO ASSE è stata, tra le altre cose, un modo per salutarlo in un suo luogo di lotta e amore.

verdegiac mi ha insegnato tanto, sempre.

Gli sono grata per tutto, soprattutto per la sua risposta di quel giorno al TRA: mi ha fatto capire che stava solo e soltanto a me immaginare, realizzare e vivere la vita che volevo.

Ci sono riuscita? Ci sto ancora lavorando, però posso dirmi felice di aver trovato il mio ikigai: vivere una vita creattiva.

Creativa perché uso la creatività per esprimere me stessa e l’arteterapia per aiutare le altre persone; attiva perché mi piace contribuire attivamente alle cause in cui credo.

E tu, hai trovato il tuo motivo buono e bello per alzarti al mattino? Ikigai infatti implica sia l’idea di realizzazione di sé sia la nozione di contributo alla società.

Se vuoi possiamo cercarlo con l’aiuto dell’arteterapia: questi i possibili paths da percorrere insieme, per tutte le info puoi scrivermi a stefania@vitacreattiva.it

So che sembra difficile, ma “bisogna provarci!” (cit.): ne va della nostra realizzazione.
Io ti aspetto qui.

foto giacomo verde
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