Mondeggiare ad Ippoasi. Arteterapia per lo Chthulucene

“Siamo compost, non postumani. Abitiamo le humusità, non le umanità. Solo adottando un approccio compostista possiamo assistere alla definitiva decomposizione dell’umano elevato sopra il corpo della natura. Compost è il mondeggiare, il farsi comune del mondo [worlding]. Non tutti portano la stessa storia e lo stesso peso nel compost, c’è chi è più respons-abile di altri in questo incessante lavoro di composizione-decomposizione. Le Comunità del Compost sono aperte e ospitali, coltivano parentele queer, realizzano il Comune. Compost è il contrario di accumulazione.”

(Federica Timeto)

Chthulucene è il titolo dell’edizione italiana di Staying with the Trouble, l’ultimo libro della filosofa statunitense Donna Haraway.

Cosa significa ‘restare a contatto con il problema‘? Significa diventare capaci di articolare la nostra risposta di viventi in un pianeta danneggiato da tutto ciò che è Uomo, Eroe, Capitale.

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Resistenza e Libertà

Amo le parole che vengono utilizzate in ambiti diversi e i cui significati si intrecciano tra loro. Mi piace giocare con la polisemia piuttosto che con la disambiguazione (che lascio volentieri agli algoritmi).

La parola resistenza è sicuramente una di queste e le connessioni che crea si muovono in ambiti semantici a me molto cari e familiari.

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pecora

Bambina e Selvaggia

Questo post prende il titolo da una favola che ho inventato di recente: il viaggio di liberazione di una bambina accompagnata dai suoi inseparabili animali a cui si unisce anche una pecora, Selvaggia.

Ma iniziamo dal principio…

Il silenzio delle ragazze

“Il grande Achille. Il luminoso, splendido Achille; Achille simile a un dio. Montagne di epiteti che le nostre labbra non hanno mai pronunciato. Per noi era solo un macellaio.”

L’incipit de Il silenzio delle ragazze di Pat Barker racconta in pochissime parole il mio percorso da studentessa di antropologia del mondo antico, cresciuta a pane e patriarcato, ad arteteterapeuta femminista intersezionale e antispecista.

Il libro narra la guerra di Troia attraverso gli occhi di Briseide e delle sue compagne che venivano spartite come bottino di guerra insieme ad ‘altri oggetti’ tra gli eroi più valorosi sul campo di battaglia.

Un notevole cambio di prospettiva rispetto alla narrazione tutta al maschile di uno dei testi fondanti della cultura occidentale (te lo dice una che si è laureata con una tesi dal titolo ‘Agamennone, Achille, Diomede. Rapporti di potere nell’Iliade’)

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Identità: divenire/ dover essere

“Acquistiamo la nostra identità grazie a ciò che facciamo per noi stesse e al modo in cui sviluppiamo le nostre capacità”

Robin Norwood

La parola che ho scelto per il mio 2021 è IDENTITÁ.
L’ho scelta quando mi sono accorta che nei primi mesi dell’anno erano in scadenza molti dei documenti che mi identificano: carta d’identità, codice fiscale, bancomat.
Mi è sembrata una coincidenza interessante (ma chi mi conosce sa che, come il Merovingio in Matrix Reloaded, ‘dove gli altri vedono coincidenze io vedo conseguenze’): questo per me sarà un anno di transizione, in cui proverò a (ri)definire la mia identità in ambito personale e professionale.

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to do list photo

Let’s list again! L’arte delle liste

Appartengo a quella fetta di popolazione umana che ama fare liste: cose da fare, cosa comprare, desideri, seccature da sbrigare, ingredienti, progetti, sogni.
Le compilo soprattutto per ottimizzare il tempo, ma molto spesso hanno su di me un effetto calmante. In momenti di particolare stress compilare una o più liste mi permette di concentrarmi e mi invoglia a compiere il primo passo.

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foto like home

There’s no place like home

Prendo in prestito il verso finale da Egg di Mr.Bungle e scrivo questo post poco dopo l’entrata in vigore di un nuovo Dpcm anti Covid19, in cui si raccomanda fortemente di stare il più possibile a casa.
‘CASA’, così, generico, come se questa parola non avesse in sé significati differenti per ognuna delle persone che ne abitano una.

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Arteterapia tra specie compagne

Staffette, figure formate dai fili, schemi che vanno avanti e indietro, dare e ricevere, creare modelli, reggere la figura di filo non richiesta tra le mani, la responso-abilità: ecco cosa intendo quando parlo di restare a contatto con il problema nei mondi multispecie. Con-divenire – non divenire e basta – è il nome del gioco” (Donna Haraway)

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Trattato di culinaria per donne tristi, Héctor Abad Faciolince, Sellerio (1997) e il capo espiatorio

“Io non sono più preciso né pretendo di superare le mie maestre. La mia ambizione è cercare una soluzione alla tua malinconia e il vero cammino me lo indicò un grande poeta della fredda Inghilterra, colui che fece dire a uno dei suoi personaggi, quasi pazzo per eccesso di senno: ‘Dammi un’oncia di muschio, buon farmacista, per profumare la mia immaginazione’. Io non vorrei essere niente di diverso da questo, un buon speziale, un farmacista, il padrone delle ricette per profumare la tua fantasia.”

Trattato di culinaria per donne tristi, Héctor Abad Faciolince, Sellerio (1997)
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spilli colorati a simboleggiare obiettivi di arteterapia

#staysafe & arteterapia

Durante l’anno prendo appunti su quelli che potrebbero essere obiettivi stimolanti per l’anno successivo e il primo gennaio trascrivo ‘in bella copia’ il mio planning, sulla bacheca della stanza che uso come studio.

Gli obiettivi sono divisi per temi (benessere, lavoro, artivismo, relax), ogni tema ha una piccola pagina di taccuino, che viene fissata alla bacheca con degli spilli.

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